HOME | CHI SIAMO | DOVE SIAMO | COME ARRIVARE | CONTATTACI | REGISTRATI | AVVISI | LINK

SERVIZI OFFERTI

TRENINO VERDE

TRASPORTI

GROTTE

ESCURSIONI

ECOMUSEO

LIBRI E GADGET

RISTORAZIONE

EVENTI

MULTIMEDIA

PREPARAZIONE DEI CULURGIONI (PIATTO TIPICO SADALESE)
Ingredienti per la pasta: farina di grano duro, acqua e sale. Ingredienti per il ripieno: patate, formaggio pecorino o caprino fresco, menta, formaggio salamoiato. Si consumano caldi e si consiglia di mangiarli con abbondante pecorino grattugiato. Si preparano delle piccole sfoglie di pasta, creando piccoli fagottini chiusi a “spighitta”.Tutto ciò avviene grazie al movimento veloce e preciso delle dita.

 

 

MALLOREDDUS
I malloreddusu, conosciuti anche con il nome di gnocchetti sardi, sono la più classica delle paste sarde. Hanno la forma di conchiglie rigate lunghe circa 2 cm e sono fatti di farina di semola e acqua. Il termine malloreddu è un diminutivo di malloru, che in sardo significa “toro”. Di conseguenza, maloreddus vuol dire “vitellini”. La lavorazione avviene impastando la semola di grano duro con l’acqua, si creano così delle listarelle arrotolate di pasta di lunghezza di circa 15 cm le quali vengono tagliate a cubetti. La forma si ottiene schiacciando i cubetti di pasta contro l’estremità di un cesto di paglia. Il prodotto ricavato nell’immaginario del mondo agropastorale assumeva la forma di piccoli vitelli. L’associazione dei malloreddus con il ragù di salsiccia sarda è spettacolare. Anche i MALLOREDDUS AL TIMO sono molto buoni e particolari. I malloreddusu sono accompagnati da un semplice sugo al pomodoro e su di essi viene spolverato una piccola quantità di timo. Si tratta di un arbusto sempreverde, con foglie piccolissime e fiori che passano dal bianco al rosa, abbondante nelle nostre zone. È inconfondibile soprattutto quando viene calpestato poiché emana un profumo bellissimo. Per poter essere utilizzato si pratica l’essiccazione degli steli, in un ambiente secco e ventilato; in questo modo manterranno a lungo il caratteristico profumo. Si dice che il timo stimoli l’appetito e favorisca la digestione dei grassi.

 

 

PREPARAZIONE DEL MAIALETTO ARROSTO
Per preparare un buon maialetto bisogna seguire dei passaggi semplici ma fondamentali. Il maialetto dev’essere infilzato con uno spiedo di acciaio da un lombo all’altro. È preferibile utilizzare per il fuoco legna aromatica che gli darà un sapore particolare. Il maialetto dev’essere rivolto dalla parte delle costole e rigirato spesso fino a quando la carne avrà raggiunto un colorito cereo e la cotenna di colore marrone chiaro. Non dimenticarsi di salarlo a circa metà cottura.

PECORA ALLA BARBARICINA
La cuoca è troppo gelosa della sua ricetta, vi consiglio di venire a Sadali per mangiarla.

 

 

PROSCIUTTO SADALESE
Il prosciutto è una specialità cruda e salata a lunga stagionatura ottenuta dalla carne della coscia e della spalla di maiale. La preparazione comprende la salagione e la pressatura. Il prodotto finale è appetitoso, profumato con carne di colore rosso vivo e lardo bianco spesso con striature rosee.

CASU AXEDU
Viene definito formaggio “povero”, ma gustoso. Viene prodotto sia con latte di capra che latte di pecora. È un prodotto fresco e viene servito in piccoli panetti; è di colore bianco candido. Ideale sia per essere degustata a fette che per essere spalmata sul pane. Viene chiamato “casu axedu” per il suo sapore tendente all’acido. Lo si può anche stagionare tramite leggera salatura per circa 48 ore; successivamente lo si mette in salamoia molto concentrata dove lo si può conservare per molti mesi. Il prodotto così stagionato, dal sapore forte e piccante, prende il nome di “casu e fitta”.

CASU MARZU
Quasi tutti conoscono il “casu marzu”, un prodotto alimentare della Sardegna, che desta tanta curiosità visto che il processo di formazione è molto particolare. Si tratta di un formaggio dal gusto piccante, che gli è conferito dalle larve della mosca casearia (Piophila casei) che lo contaminano. Purtroppo non è possibile consumare il prodotto originale perché in contrasto con le norme igieniche e sanitarie. Presso il nostro ristorante gusterete la crema, che ha un sapore piccante e molto originale.

 

 

MIRTO
Un altro prodotto che vuole la sua parte è il mirto. Il mirto è un tipico arbusto delle campagne della Sardegna, i suoi frutti sono di colore bluastro che raggiungono la completa maturazione a Dicembre. La ricetta del liquore è molto semplice. È consigliabile raccogliere i frutti con un pettine apposito. Per ottenere 3 litri di liquore occorre 1 litro di alcool per alimenti che verrà utilizzato per far macerare le bacche all’interno di un recipiente ermetico che eviterà l’evaporazione. Dopo 60 giorni di macerazione le bacche dovranno essere spremute. Dopodichè si farà bollire per circa 30 minuti l’acqua con la quantità di zucchero desiderata, a seconda dei gusti. Una volta ottenuto lo sciroppo si unisce al succo e all’alcool e il liquore è pronto.

FILUFERRU
Si tratta di un distillato ottenuto da vinacce pregiate, si presenta trasparente e puro, la gradazione è alta e aiuta la digestione. Esiste un’antica leggenda sarda che narra che i contadini distillavano clandestinamente le vinacce, perciò nascondevano gli alambicchi sottoterra e segnalavano il punto con un pezzo di fil di ferro per poter ritrovare ciò che avevano nascosto, ecco da dove proviene il nome “Filuferru”!

 

 
Indietro

Powered by: Ing. Luca Lobina